domenica 8 marzo 2015

I like trains...

Avevo detto che avrei speso un post per parlare del mio viaggiare in treno e boh, ho voglia di scrivere.
Non è questo che avrei voglia di scrivere ma finché non trovo cosa la mia mente sta elaborando davvero mi accontento.

Una volta non mi piaceva viaggiare.
I pochi viaggi che ho fatto sono quelli che i miei mi hanno "costretto" a fare e, quando potevo, restavo a casa, dai nonni, lasciando che fossero loro a partire.
Ripensandoci a posteriori è stato meglio così, perché loro sono stati più liberi do come sarebbero stati avendo me appresso.

I pochi viaggi che ho affrontato mi hanno visto salire su un aereo.
L'ultimo è stato più di 10 anni fa ormai.

Mi manca viaggiare in aereo? No, per niente.

Nel corso del tempo non ho mai sentito il richiamo per i viaggi. Non mi interessava: qui c'era tutto quello di cui avevo bisogno.
Solo negli ultimi 2 anni ho scoperto una parte addormentata di me, legata al viaggio ed alla scoperta di luoghi nuovi.

E' una parte troppo vecchia e troppo classica per poter amare un viaggio in aereo.
Ho scoperto il viaggio in treno.

Come si può, la mia parte razionale si domanda, amare un viaggio lungo il doppio rispetto alla comodità di un viaggio in aereo, della durata di poche ore?
Un viaggio in cui sei schiacciato come un animale in mezzo ad altri tuoi simili così vicini a te nonostante siano dei perfetti sconosciuti?

Una voce mi rispose che la cosa importante è sempre il viaggio e mai la destinazione.
Ho iniziato a considerare la vacanza a partire da quando salgo sul treno, anziché da quando scendo.

Il mio viaggio è sempre differente. Il paesaggio cambia ad ogni corsa. Le stazioni sono sempre uguali e sempre differenti.
Le persone sui treni sono sempre uguali e sempre differenti. Ogni viaggio è un piccolo vaso di Pandora pronto ad esplodere per le mille emozioni che si porta dentro.

Ho parlato in altri post di alcune mie esperienze in treno, come quando ho incontrato l'artista, andando verso Firenze.
Non ricordo se ho raccontato della pendolare che due volte a settimana percorre in giornata il tragitto Padova-Roma e ritorno.

La fauna dei treni è sempre interessante ed ogni imprevisto può trasformarsi in un'opportunità, come il mio ultimo ritardo del treno, trasformatosi in un'ora di anticipo o come il ritardo che ha compensato l'altro ritardo o come i miei numerosi anticipi nei viaggi notturni verso la capitale.

Amo i treni perché sono una lunga occasione per sedersi e leggere un libro, perché è come stare in posta in fila e leggere è uno dei metodi migliori per far passare il tempo, come lo è altrettanto scrivere.

I treni sono in qualche modo la mia musa per scrivere e l'ambiente ideale in cui sento di poter leggere in tranquillità.

Sporchi, rumorosi, freddi in inverno, caldi d'estate, con un odore nauseabondo spesso, con ritardi inenarrabili, con coincidenze inesistenti, con mille e più problemi che si verificano puntualmente diurante il viaggio (unica vera forma di puntialità del servizio).
Lo so bene eppure non riesco a fare a meno di amare i viaggi in treno come se qualcosa legasse il mio spirito a quella sensazione inimitabile che offre un viaggio in treno sulle rotaie di metallo che scorrono rapide sotto di noi. Con il paesaggi oche scorre rapido fuori dal finestrino, con la porta della cabina che si apre di scatto ed un uomo in divisa tuona "BIGLIETTI PREGO".

Tutto questo ricrea in me una strana sensazione di pace, come se mi trovassi a casa, come se il viaggio fosse la vera vacanza, mentre una volta arrivato a destinazione iniziassero i problemi.
La cosa può non aver senso, me ne rendo conto.

Mentre scrivo queste righe sento l'animo kender che scalpita ed in me nasce quella che loro chiamano "mania di girovagare", così tipica di quella razza fantastica e così vicina ad alcune emozioni che sento nascere e bruciare.

Non è la voglia di conoscere luoghi nuovi, vedere cose, conoscere persone, non è nulla di tutto questo: è il mero desiderio di sentire la terra sotto di me spostarsi e sentire che sto andando altrove.

Ed ora mi chiedo solo quale sarà la prossima meta?
Quando prenderò il prossimo treno e fino a dove mi spingerò?
Sarà un viaggio di andata e ritorno in giornata o sarà una vacanza di più giorni? Quanti giorni? No, non sarà così: per viaggiare più giorni dovrò aspettare giugno e non resisterò fino a giugno senza prendere un treno per una qualsiasi destinazione.

Dove vogliamo andare, fratellino?
Portami da qualche parte.

Fammi una sorpresa.

12 commenti:

  1. Leggendo le prime righe, sono tornata indietro con la memoria a quando ero bambina.
    Viaggiavo sempre con i miei.
    Non esisteva rimanere a casa.
    E da bambina, quando mi scocciava dormire a casa, andavo a dormire da zii e nonni, così, tanto per cambiare...
    Il treno da sola lo prendo da che ero adolescente...
    Anche a me piace viaggiare cosí, anche se é stancante e con pochi comforts.
    In realtá non importa il mezzo, per me.
    Nave, treno o aereo che sia.
    É il fatto di spostarmi, di attraversare altri luoghi, e raggiungerne di nuovi o di noti.

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    1. Come detto, il viaggio è una cosa "nuova" per me. Fino a non tropp otempo fa non viaggiavo affatto. Ora devo recuperare.

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  2. È vero il viaggio inizia da qnd si parte.. e non da quando si arriva!!! I ricordi di un viaggio sono legati alle persone... che incontro o che viaggiano con me!
    Ogni volta che visito posti nuovi mi sento così viva e attiva come mai mi capita nella vita di tutti i giorni... sto pensando al viaggio di quest'estate... un pese del nord europa, mi piacerebbe tornare di nuovo a dublino o Londra.... o forse finlandia...
    Voglio solo partire la meta in fondo non mi importa! :)

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    1. Conosco quella voglia di partire per "nonsodove".

      Purtroppo non sento richiami verso nessuna terra in particolare. O meglio, un vago richiamo l osento ma è un viaggio che non mi sento di affrontare così, su due piedi.

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  3. Che sia il viaggio stesso, la vera essenza del viaggio, è proprio vero.
    A me il treno (che uso spesso) fa venire in mente le idee. Non so, con altri mezzi non ci riesco così spesso.
    Unico neo del treno è se nello scompartimento c'è gente antipatica, puzzolente e via dicendo...

    Moz-

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    1. Il treno è forse l'ultimo mezzo di trasporto romantico (nel senso artistico del termine).

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  4. C'è un treno che prendo spesso per lavoro. Passa a razzo per una stazioncina ferrosa e assolata, di un paesino che mi ha visto crescere anno dopo anno seppur nella dimensione "vacanza". Ad ogni passaggio si stringe il cuore e tiro virtualmente i freni, appiccico il naso al vetro e me lo respiro, il mio paesino. Con la mente, gli occhi, la memoria di un attimo veloce. Spesso penso che non ho portato qualcosa via con me strappandola ai mulinelli sul marciapiede. Ma ho lasciato una visita ancora, un passeggio quieto, alla faccia delle ipervelocità.

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    1. Lungo i viaggi in treno vedo il paesaggio che cambia e nessun luogo sembra davvero diverso dagli altri.
      Solo quando torno a casa e dopo una certa curva dal finestrino rivedo il mio mare, ecco: lì il mio cuore si ferma.

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  5. wow, leggere quello che ti suscita un viaggio in treno lo fa sembrare una bellissima avventura.
    Io ho sempre visto gli spostamenti in treno in 2 modi, quelli che mi portano verso casa li ho sempre vissuti in modo negativo, in queste occasioni odio prendere il treno. Quando torno verso quella che sento veramente la mia Casa e quando viaggio con gli amici per andare in vacanza allora sì che avverto tutto il fascino che avverti anche tu. Dici bene che l importante non è la destinazione ma il viaggio e sempre più me ne sto rendendo conto.
    Detto ciò ti dirò che anche la nave ha per me un fascino incredibile, forse perchè adoro il mare o perchè ho dei bellissimi ricordi associati alla mia prima crociera.
    Buona giornata bel nocchiero e fai il bravo ;-P

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    1. Ho smesso di fare il bravo. Ho smesso davvero.

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  6. Nemmeno a me piace molto viaggiare in aereo!
    Mi sale un'ansia incredibile!

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    1. A me non sale ansia. Semplicemente non ne ho avuto occasione

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