domenica 15 marzo 2015

3 del mattino

Facciamo pure 2 e mezza dai.
Da un lato ho una stanchezza addosso che vorrei sprofondare fra le coperte e non riemergere più, se non dopo la prossima era glaciale, dall'altro lato ho una voglia di scrivere che mi sale dalle ossa e che non mi vuole abbandonare.

Potrei scrivere del lavoro, dove i capi si ostinano a dire "ma sì, deve ambientarsi" di una nuova recluta, destinata al macero.

Sì, sono una persona molto diretta su queste cose, anche se non dovrei.
Quando io ho cominciato ero un disastro, lo sappiamo tutti. Non avevo mai lavorato in un bar, del resto.
Capisco come ci si possa sentire da novizi.

Però.

Però.

Però io credo esistano dei limiti e delle attitudini.
Alcune persone sono portate a determinati mestieri, piuttosto che ad altri. Non siamo tutti uguali.

Una delle ragazze nuove NON E' portata. Non serve farci giri di parole. Il primo giorno che l'ho vista muoversi dietro al banco ed ai tavoli ho riferito quest'impressione e la risposta è stata "dalle tempo".

Passa un mese e mezzo. Non vedo miglioramenti. Di nessun genere.
La risposta qual è?

"Ha qualche defiance ma ce la farà."

Resto impassibile e mi chiedo "Quando? A settembre? Ad ottobre, con la stagione finita? Quando ce la farà, di grazia?"

Ma resto in silenzio. E' inutile discutere con chi ti dice di tacere senza neppure ascoltarti. Non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire, si dice in giro. Che sia questo il caso?
Chissà.
Secondo me è più un non aver le palle di ammettere che la persona che hai scelto per questo lavoro, in effetti, è stata la scelta sbagliata.

Passano i giorni. Sopportiamo in silenzio.

Sopportiamo in silenzio.

Magari un paio d'ore di sonno potranno portarci consiglio.

20 commenti:

  1. Un solo consiglio: fregatene. Il bar non è tuo, giusto? Cazzi loro. Almeno finchè la cosa non pesa sul tuo lavoro. Ma qualcosa mi dice che sta già succedendo, vero?

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    1. Son tutti ricchioni col cxxo degli altri, mi pare.
      E' facile minimizzare il problema, quando il problema spetta principalmente nei turni in cui siamo io ed i miei colleghi, piuttosto che in quelli con i titolari.

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  2. mia figlia fa la barista... ne ho già sentiti di racconti come i tuoi :D

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  3. Tempo fa da me un ragazzo si è licenziato dopo due anni in cui tutti, non solo io, facevamo notare che non era adatto. Ma i capi - e non voglio indagare in capo a quali dinamiche - avevano puntato su di lui. Ora, stargli a ribadire il classico "ve l'avevo detto", li fa incazzare ancor di più. Quindi facciamo tutti pippa (come si dice a Roma) e ci teniamo i capi che ci sono capitati. Arriverà la pensione prima o poi...

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    1. Pensione? Prendi in giro? Sappiamo entrambi che non cisarà nessuna pensione: lavoreremo fino alla morte e faremo cremare i nostri resti nel giardino dietro casa, perché un funerale sarà troppo costoso.

      Comunque no: far notare al proprio capo i suoi errori è utile come piantare i picchetti della propria tenda, usando le proprie ginocchia

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  4. Evidentemente la ragazza avrà altri talenti. Basta darle la possibilità di fare quello che sa fare e che non è un lavoro in un bar.
    Come diceva il grande Einstein: "Ogni persona è un genio. Ma, se giudichi un pesce dalla sua capacità di scalare un albero, passerà tutta la sua vita pensando di essere stupido".

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    1. Perfettamente d'accordo. Infatti spererei che "le offrano presto la possibilità di dimostrare i suoi talenti", per dirla con tatto.

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  5. Per un paio d"anni ha lavorato con me una tipa del tutto incapace.
    Ho cercato di aiutarla, di istruirla.
    Nulla.
    Nulla di nulla.
    E pure le coltellate a tradimento dietro la schiena.
    Ha cercato anche di pregiudicare la mia immagine, per certi versi, sull'ambiente di lavoro.
    Ho smesso di aiutarla nei suoi disastri.
    Ho smesso di dedicare il tempo da dedicare al mio lavoro al suo.
    Se n'é andata da lí a poco.

    L' ho ritrovata ora che lavora da uno e mi domando quando la sbatterá fuori esausto della sua incapacità e dei suoi comportamenti.


    Nella vita bisogna essere coscienti dei propri limiti.
    E non pretendere di mettere sulle spalle degli altri perché si vuol fare a tutti i costi un lavoro per cui non si é portati.

    Capisco la tua situazione.
    Con i capi non fiatare, ma non accollarti il lavoro di lei.
    E soprattutto falle notare dove sbaglia.
    Sará sia vita correggersi, se vuole, o rendersi conto che non é per lei...

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    1. L'importante è sopravvivere. E poi nel freezer c'è abbastanza spazio per il suo cadavere...

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    2. esagerato! :))))

      a me basta non averla più tra i piedi, questa persona.

      che pascoli altrove!

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  6. Purtroppo l'orgoglio porta a delle situazioni non molto facili .. come questa. Immagino che sia difficile lavorare con una persona che non ha le capacità giuste perché posso capire che possa rallentare il lavoro e non è facile per i colleghi. Ti auguro che la situazione si risolva.
    A presto .. Dream Teller

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    1. Di gente che abbia bisogno di lavorare non è che ne manchi. Io spero si decidano presto a provarne un'altra, prima che inizi davvero la piena stagione.

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  7. P. S. Ho visto che hai postato un sacco di post e come al solito me li sono persi .. purtroppo il tempo è tiranno per me ultimamente.
    Buona serata e a presto .. Dream Teller ^^

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    1. Nemmeno io riesco a seguire tutti, non ti preoccupare. In genere cerco di scrivere con una certa frequenza, un po' per non scomparire, un po' perché ho tanto bisogno di scrivere in questo periodo.

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  8. Poverina, io sono la paladina degli inetti e la compatisco :(

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    1. Anche io la compatisco, ma al contempo evo collaborare con lei e compatisco me stesso.

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  9. Concordo con WannaBe, però dai... tu cerca di dormire di più

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    1. Difficile da realizzare più di quanto non si pensi

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  10. Nessun miglioramento? Nessuno nessuno?
    Forse non è la sua strada... Dovrebbe capirlo lei stessa, ancor prima degli altri

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