domenica 6 novembre 2016

Sogni di mezzo ottobre a novembre

Stanotte ho sognato di volare.
Ero mezzo metro sull'acqua, consapevole di non poter contare sulle correnti ascensionali, stando così in basso.
Sfrecciavo sopra i flutti di un fiume, controllando di tanto in tanto che gli altri del gruppo fossero ancora alle mie spalle e di avere ancora il cappello il testa.
Strane le notti senza incubi.

giovedì 20 ottobre 2016

Un saluto.

Andarsene senza salutare pareva scortese, non trovate?
No, in realtà non me ne vado.
Non ancora.
Però mi prendo una pausa. Beh, l'avevo già presa, in effetti. E' da un po' che non scrivo.

Non so perché ma non riesco ad entrare in questo luogo.
Mi sento vuoto e pieno.
Mi sento come un po' confuso.
A tratti euforico, a tratti distrutto.

Il mio umore è come l'elastico del bungee jumping e devo attendere che si stabilizzi.

Avrei da scrivere il mondo ed al tempo stesso non trovo una parola adatta ad iniziare una frase qualsiasi.

Sicuramente torno.
Ritorno sempre.

Solo, non so quando, né chi sarò quando sarò tornato.

Enjoy...

domenica 2 ottobre 2016

I sogni son espressioni deformate del proprio inconscio.

Non erano desideri?
Beh, spero non sempre.
Scusate, manco di costanza ma del resto, la sola Costanza che conosco è la sorella di Ginevra e passo il mio tempo ad insultarla. Non per antipatia, è solo che mi ispira insulti.
Stanotte ero stanco morto e sono crollato a letto senza fare troppe domande. Ho dormito da mezzanotte alle 4.30 e mi son rimesso a dormire fino alle 9.
In queste due istanze di sonno, mio Signore Morfeo mi ha fatto dono di due (non uno ma ben DUE) sogni distinti. O forse no?

Nel primo sogno, un uomo esaltato voleva fare qualcosa ma, evidentemente era poco stabile, ha perso l'equilibrio ed è caduto all'indietro, sbattendo la testa. Ricordo la testa sanguinare e mentre chiamavo l'ambulanza, pensavo fosse morto in realtà.
Per qualche arcano motivo, non sarebbe venuta l'ambulanza ma sarei dovuto:
- Partire dal mio posto di lavoro (zona totalmente differente rispetto a casa)
- Arrivare in ospedale
- Recuperare un ambulanza
- Arrivare al corpo

Non sono mai arrivato all'ospedale. C'era sempre qualcosa che me lo impediva anche se non ricordo bene cosa.
Mi sembra di essermi svegliato, quando il tipo ha ripreso conoscenza, mostrando di aver preso un brutto colpo ma di essere vivo.

Questo era il primo sogno.
Nel secondo dovevo sempre raggiungere questo fantomatico ospedale, che sta in "alto", sul colle.
Lungo la strada, c'è la casa di quella che, possiamo dire sia la mia Lei. Non lo è ufficialmente ma possiamo approssimare in questa maniera.
La sua casa è, a tutti gli effetti, un appartamento ma nel sogno mi appare come una casetta a 3 piani, in cui lei occupa il piano in alto. La classica soffitta o mansarda, per così dire.
Discute con sua madre. Non ricordo di cosa. Le parole mi sfuggono.
La porta è aperta ed entro. Lei mi vede e mi fa accomodare in cucina, in modo tale che fossi seduto a tavola e che chi entrasse dalla porta mi vedesse direttamente in faccia.
Entra sua madre, che ad oggi è ancora inconsapevole della mia esistenza. Non mostra grande sorpresa. Mi sembra si stesse presentando ma nel contempo deve esserci stato un salto e mi son trovato a presentarmi con un uomo. Ho conosciuto suo padre (come persona) e so che quello che ho conosciuto nel sogno non gli somiglia affatto e non so nemmeno se fosse quello il suo ruolo nel mondo onirico.
Mi si presenta e mi chiede se stessimo insieme anche da prima, anche se lo ha detto con terminologia più complessa. Qualcosa del tipo "c'era un rapporto preesistente?"
Fra me e lei non c'è una vera relazione o un vero rapporto. Non ufficialmente, almeno.
Faccio per dirgli che in realtà non stiamo effettivamente insieme ma Lei mi blocca e mi dice che forse sarebbe ora di ufficializzare.
Probabilmente a quel punto il mio cervello ha realizzato che una scena del genre era troppo improbabile per corrispondere alla realtà o forse qualche suono molesto mi ha disturbato, sta di fatto che mi sono svegliato.
Ovviamente senza raggiungere l'ospedale, di nuovo. Diamine.
Stavolta non ricordo nemmeno cosa dovessi andarci a fare.

mercoledì 21 settembre 2016

Cosa direbbe iol Matto, secondo Jodorowsky?

"Lo sai che in qualunque momento si può verificare un cambiamento di coscienza, non sai che all'improvviso puoi cambiare la percezione che hai di te stesso? A volte si crede che agire significhi avere successo rispetto a qualcun altro. Errore! Se vuoi agire nel mondo, devi far esplodere la percezione dell'io di che ti è stata imposta, appiccicata addosso fin dall'infanzia, e che si rifiuta di cambiare. Devi ampliare i tuoi limiti all'infinito, senza posa. Devi entrare in trance. Lasciati possedere da uno spirito più forte del tuo, da un'energia impersonale. Non si tratta di perdere la coscienza, ma di lasciar parlare la follia originale, sacra, che sta dentro di te. Smetti di essere il testimone di te stesso, smettila di osservarti, sii attore allo stato puro, un'entità in azione. La tua memoria smetterà di registrare i fatti, le parole e i gesti che hai compiuto. Perderai la nozione del tempo. Fino ad ora hai vissuto sull'isola della ragione trascurando le altre forze vive, le altre energie. Il paesaggio si allarga. Unisciti all'oceano dell'inconscio. Allora sperimentai uno stato di super coscienza in cui non esistono fallimenti né incidenti. Non hai una concezione dello spazio, diventi spazio. Non hai una concezione del tempo: sei il fenomeno che arriva. In questo stato di presenza estrema, ogni gesto, ogni azione sono perfetti. Non puoi sbagliarti, non esistono un piano né un'intenzione. Esiste soltanto l'azione pura nell'eterno presente.
Non temere di liberare l'istinto, per quanto primitivo possa essere. Superare la razionalità non significa rinnegare la forza mentale: mantieniti aperto alla poesia dell'intuizione, ai fulgori della telepatia, a voci che non ti appartengono, a una parola che proviene da altre dimensioni. Vedi come si uniscono all'estensione infinita dei tuoi sentimenti, all'inesauribile forza creatrice che ti viene conferita dall'energia sessuale. Vivi il tuo corpo non tanto come un concetto del passato, quanto come la realtà soggettiva e vibrante del presente. Vedrai che il tuo corpo cesserà di sentirsi dominato da concetti razionali e si lascerà muovere da forze che appartengono ad altre dimensioni, dalla realtà nella sua interezza. Un animale in gabbia compie movimenti che sono paragonabili alla percezione razionale. Il movimento di un animale libero nella foresta è paragonabile alla trance. L'animale in gabbia deve essere alimentato a ore fisse. Per agire, la razionalità deve ricevere le parole. L'animale selvatico si nutre da solo e snon sbaglia mai cibo. L'essere in trance non agisce mosso da quello che ha imparato, ma da quello che è"

mercoledì 14 settembre 2016

A tratti

Di tanto in tanto, tendo a scomparire.
Scompaio da me stesso, dal mondo e da qui.
A volte del tutto, a volte solo in modo parziale.
Vuoi che non avevo tempo, vuoi che non c'era nulla di davvero importante da scrivere, vuoi che forse ho bisogno di prendere tempo per me stesso e non ne trovo perché tutto il tempo che ho lo dedico ad altro, che per me sembra importante.
Ma tant'è, sono vivo e sono qui.
Ho finito il puzzle, in tempo per domenica, che avevo ospiti a cena.
Finirlo mi ha fatto sentire un po' meglio, più completo.
Costruire un puzzle è un po' ammettere di stare a pezzi e cercare di ricomporsi. Ora è lì, appeso in cucina, sotto l'orologio a forma di bollitore elettrico.
Mi sento meglio, sì.
Non è tutto in ordine, per niente, ma sto meglio.
Mi sto rendendo conto giorno dopo giorno di come la mia situazione sia differente da come la stavo valutando.
In realtà è migliore di quanto non credessi. Davvero.
Pensavo di cambiare e non era vero.
Pensavo di dover aspettare e non è vero.
La mia situazione è...
Beh.
E' semplice e complicata al tempo stesso, come piace a me.
L'altro giorno ho rimproverato la figlia dei titolari, che lavora con noi. Se lo meritava.
Al mattino mi ero svegliato preso. Parecchio presto in effetti. Potevo dormire avanti senza problemi.
Sono andato all'ospedale infantile sopra casa mia. Ero in sala d'attesa ma avevo perso lo zaino. Cercandolo in giro ho visto la farmacista che lavora accanto al locale ed una collega che passava di lì e stava andandosene. Forse uscendo sarei riuscito a salutarla ma non credo. Fra le varie cose mi sentivo nudo pur essendo completamente vestito, probabilmente perché avevo lasciato l'anello sul comodino. Mi sento sempre nudo senza il mio anello.
E poi, seduta a leggere una rivista, l'ho vista lì,  la figlia dei capi.
"Ehilà, senti" le dico "ho un dubbio. Tutta la situazione attorno mi sembra assurda per qualche ragione che non riesco a mettere a fuoco."
Lei mi guarda con un misto di divertimento e commiserazione negli occhi.
"E quindi?"
"No, niente. Solo che sembra di camminare in un sogno e volevo chiederti se fosse un sogno o se fosse la realtà?"
A questo punto lei mi guarda abbastanza sconvolta, come se le avessi chiesto se la luna fosse fatta di formaggio.
"Intendo. Tu sei reale, per esempio?"
E lei "Ovvio che sono reale, non mi vedi?"
Quasi offesa.
...offesa...
Io le ho creduto, chiaramente.
Ma lei poteva fare l'offesa quanto vuole, ma quando mi sono svegliato e sono andato a lavoro gliel'ho detto "Stronza: mi hai mentito".

sabato 3 settembre 2016

Ho davvero deciso?

Giorno dopo giorno mi rendo conto che decidere non è difficile.
Allora cos'è difficile?
Abbandonare la comodità del momento?

Ho preso una pausa con la fanciulla.
Forse ero io stressato da lavoro.
Forse erano le cose in casa a non andare.
Forse sono solo una persona orribile che non vuole tenere la stessa persona accanto per troppo tempo.
Forse sono solo la solita primadonna, facile da conquistare ma quasi impossibile da tenere.

Ed ora?
Ora sono in pausa.
La casa è deserta, silenziosa.
Nessuno mi aspetta in casa.
C'è pace in casa.
E poi c'è un'altra cosa. Una scintilla, un piccolo fuoco che cresce ad ogni legnetto che passa.
Ho chiesto alla ragione di aiutarmi ma ha fatto spallucce.
"Non vedi?" ha chiesto "questa è la tua scelta. Se hai scelto così, come puoi tornare indietro portando con te questo fuoco?"
Ha ragione ovviamente.
Non voglio tornare indietro.

Nella vita, mi dicono, si deve camminare.
Solo perché la strada è dissestata non vuol dire che  dobbiamo tornare indietro fino all'ultimo autogrill.

mercoledì 31 agosto 2016

E riemergo dal mare

Dove sono?
Sono a casa, di nuovo.
Era un po' che non scrivevo, forse o forse no. Temo di aver perduto la cognizione del tempo, fra un giorno e l'altro.
Sembrano passati mesi mentre forse non è ancora passata una settimana.

Faccio più fatica di quanta non ne dimostri.

Non starò a spiegarvi i dettagli.
Non per non annoiarvi, o perché siano personali. Semplicemente non ne ho voglia.
Però studio me stesso dall'esterno e colgo numerosi segnali.
Segnali di ricerca.

Cosa cerco?

Ho comperato un nuovo puzzle e sono a metà dopo molto poco tempo, rispetto al normale.
Questo implica che sto cercando di ricostruire me stesso, di rimettere i pezzi al loro posto, mentre non mi sento affatto in ordine.

Sto leggendo la via dei tarocchi, un libro di Jodorowsky in cui spiega il suo rapporto con i tarocchi, come ha imparato a leggerli e come ci si è relazionato fin da quando era giovane.
Questo implica una ricerca di certezze nel futuro. Certezze che non ho a che certamente non mi daranno le carte.

Sto andando al mare ogni pomeriggio libero e sto nuotando più del solito.
Questo implica una ricerca di purificazione nell'acqua e nello sforzo fisico, dove ricerco anche un miglioramento della mia forma fisica.

Sto ammirando il sole.
Da sempre il sole è ciò che più si avvicina alla figura divina, quindi cerco forse la benedizione di qualche divinità che mi dica che sto seguendo il giusto cammino, sebbene io sappia non esista un cammino giusto o sbagliato ma solo un cammino adatto a sé.

Sto digiunando.
Non in senso stretto, sia chiaro, ma mi sto dimenticando di mangiare regolarmente.
Questo significa che non ho fame né voglia di mangiare e questo è da sempre un segnale allarmante.

Morfeo mi ha abbandonato o forse mi sta lasciando più tempo per riordinare le idee e sa che nel sonno non sono in grado di trovare la chiarezza.
Ciò significa che ho ripreso a dormire 4 ore per notte.

Guardo me stesso dall'esterno e questo è ciò che trovo.
Non c'è dubbio sul fatto che alcune cose debbano andare al proprio posto, se non voglio che questa situazione si protragga verso qualcosa di maggiormente deleterio.

Faccio lunghe nuotate cercando l'apnea, forse per scappare alla realtà, come uno struzzo che metta la testa sotto terra. Credo sia tempo di alzare lo sguardo, perché il sole non splenderà in eterno e devo esser pronto prima che il tramonto mi sorprenda.