giovedì 23 giugno 2016

Primo aggiornamento

Primo aggiornamento ferie.
Come prevedibile, relax diurno ed incubi notturni che non se ne vanno. Sogno il lavoro e la frenesia di non riuscire a servire tutti i clienti. Sogno l'essere a casa e non poter servire le persone che aspettano. Solo con fatica la ragione riesce a dirmi che se sono a casa non è mio dovere servirle.

Sabato ero a pranzo fuori.
Io, mio padre ed i miei nonni paterni.

Era un pranzo cui tenevamo un po' tutti, perché dopo la morte della bisnonna, il nonno si sta lasciando andare, per così dire. I medici hanno usato uno dei loro paroloni strani per definire una malattia di cui non capiscono molto nemmeno loro.
Come si può dire?
Perso.
Sì, è perso.
Estreme difficoltà motorie dal camminare al sedersi. Altrettanto estreme difficoltà nell'articolare le parole e forse i pensieri.
Quando ero bambino, ero in campeggio con loro ogni estate e si arrampicava sull'albero per prendere le ciliege ora riesce a malapena ad entrare in macchina.
Alla sera mi leggeva un capitolo di un libro fino a finire "Cuore" e "La tigre della Malesia" due libri molto differenti ma grazie ai quali ho amato la lettura, perché se lui me li leggeva, valeva la pena ascoltare e poi è diventato automatico il passaggio alla lettura diretta.
Ora, mi ha confessato, non legge più. Avrebbe forse aggiunto "non riesco" ma non sembrava trovare le parole.

Come può una mente tenuta sempre in allenamento, sempre attiva, spegnersi così, nell'arco di qualche mese?
Si può smettere semplicemente di pensare (o di riuscire a pensare)?
Ho sempre pensato assurda l'idea, anche conoscendo persone affette da patologie che portavano a tali effetti ma qui è differente, non perché si tratti di "mio nonno" bensì perché si tratta di una persona che conosco da quasi 30 anni e mi sconvolge interiormente veder spenta una mente come la sua, che ho sempre visto attiva ed in continuo aggiornamento. Qualche esempio?
Messaggi sul cellulare, internet, facebook.
Ci credereste? Un uomo di 80 anni su facebook. Eppure c'è e riusciva ad usarlo.
Ora sembra le sue giornate si riducano a mangiare, prendere le medicine, passare dal letto alla poltrona senza riuscir a far molto altro.

Eppure negli occhi ho visto la consapevolezza.
Sapete, mi sono sempre chiesto se una persona cui la mente smetta di lavorare bene come in gioventù si accorga del cambiamento.
Perché è ovvio che, se non se ne accorge, non può soffrirne. Se il cambiamento è evidente anche alla persona stessa, invece, la cosa è diversa.
Sabato ho avuto la risposta.

C'era una tristezza incurabile nel profondo di quegli occhi.
Quel genere di tristezza che ti fanno venir voglia di dire "Svegliati! Tira fuori la volontà, la ragione e combatti questa battaglia disperata, perché se davvero ti accorgi di ciò che passi, allora hai le basi per uscirne." ma non potevo.
Non so se ci avrei creduto neppure io.

Ho paura, inutile nasconderlo.
Chi non ne avrebbe, del resto, essendosi sempre fidati della propria mente, di perdere la sola cosa su cui si abbia sempre contato?

Però vorrei che qualcuno lo facesse con me.
Che mi scuotesse dal torpore e mi obbligasse a forza a rimettere in moto il cervello ingolfato. Se non altro che mi desse una buona ragione per farlo.

27 commenti:

  1. Ciao,ti ah letto con interesse e concordo con te quando sottolinei i nostri patimenti per le condizioni precarie di quelli ai quali vogliamo bene.
    Con l'età avanzata peredi sempre qualche cosa,a volte ne sei cosciente a volte no,ma questo è il nostro viaggio attraverso la vita,imprevedibile e meravigliosa.
    Ciao,fulvio

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    1. Ma certo, è la vita.
      Però fa paura a volte.

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  2. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  3. Su facebook ormai sorprese evidenti quotidiane.

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    1. Quali sorprese? Dici che un uomo anziano ci si iscriva?

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    2. Si secondo me ci si può iscrivere un anziano del resto basta saper usare PC.

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    3. Si secondo me ci si può iscrivere un anziano del resto basta saper usare PC.

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    4. Vedo pubblicate talmente tante cose strambe, profili di personaggi curiosi che non vedo perché un 80enne non possa farlo. Questo intendevo.

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    5. Oh beh, il più delle volte è strano vedere una persona in età che sappia usare un PC.

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  4. ho mia madre affetta da alzeimer, ed ha solo 76 anni, scoperta da quattro, ha fasi alterne, tra vuoti e consapevolezza, perché ha ricevuto una diagnosi precoce ( accidenti a me!) forse l'avrai letto sul mio blog.
    Cosa posso risponderti? purtroppo allungandosi la vita media, ci saranno sempre più casi di queste patologie, anche se per tuo nonno, sembrerebbe più un lasciarsi andare dalla perdita della compagna, dunque posso dirti che, spesso nel decadimento celebrare dell' età, un lutto con la depressione che ne consegue, rallenta tutto...cosa e come aiutare tuo nonno? con la presenza, ma visti i nostri ritmi di vita, so che è un consiglio inconciliabile, nel caso di una patologia come quella di mia madre, vale tutto e niente in questa fase...dopo, che può essere anche domani, dimenticherà tutto dicono, dolorosamente lo spero.
    ciao!

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    1. Nel nostro caso, i medici parlano di "parkinsonite" anche se non ho idea di cosa sia.
      Per fortuna non ha perso la compagna ma la suocera (era la bis). Dico per fortuna, perché la nonna ha tirato fuori una forza incredibile per tener su la casa anche al posto del nonno e contemporaneamente tiene su lui.

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    2. meglio così, sarà la sua certezza.
      Il morbo di Parkinson, comprende tanti deficit, sopratutto motori, c'è consapevolezza si, però esistono farmaci che in sinergia aiutano abbastanza, a differenza dell' alzeimer.cmq in bocca al lupo, è sempre maledettamente difficile convivere con le malattie di chi ami.

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    3. Infatti anche io ricordavo il parkinson prendesse il sistema motorio ma questo sembra una forma diversa che prende anche la mente e gli rende difficile pensare e ragionare

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  5. è atroce vedere i proprio cari spegnersi, il brutto è che non si può fare niente per fermare quella fiamma che si spegne... in questi giorni mio nonno si è aggravato, tutti mi dicono che, vista l'età, devo prepararmi a salutarlo... ma non ci riesco, nessuno lo sta salutando.. tutti gli diciamo che si riprenderà o lo diciamo a noi stesso in primo luogo!

    D'altro credo sarebbe sbagliato il contrarioo da parte nostra, arrendersi, no di sicuro non si può.. l'unica cosa che ho deciso di fare è di godermelo il più possibile in questi giorni ... fare scorta di lui per quando non ci sarà più... ovviamente tra molto molto molto tempo! :)

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    1. Nessuno mi ha detto di prepararmi a salutarlo.
      Abbiamo voluto fare il pranzo "finché ancora ci riconosce" per così dire.
      In realtà io tendo ad avere un animo dissociato a tale riguardo. Da un lato vorrei non accadesse mai, dall'altro cerco di pensare come se fosse già successo, così farà meno male quando succederà effettivamente.

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  6. è triste quel che scrivi...
    e non ho soluzioni da offrirti, nè consigli...

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    1. Non ci sono soluzioni. È il tempo che avanza.
      È giusto così

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  7. Le buone ragioni ..quelle che ti smuovono partono sempre da te, raramente l'altro ha un tal potere.

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    1. Difficilmente gli altri hanno potere su di noi ma possono aiutarci a prendere la decisione di alzarci.

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  8. Le buone ragioni ..quelle che ti smuovono partono sempre da te, raramente l'altro ha un tal potere.

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  9. Dopo aver letto il tuo post (che mi ha toccata molto) ci ho riflettuto sopra parecchio.
    Seppur per fortuna non abbia vissuto proprio in primissima persona questa esperienza così forte, triste e disorientante mi rendo conto di quanto possa essere difficile, appunto.
    Guardandomi intorno poi ho notato che sembra la vita voglia "punire" alcune persone colpendole proprio nelle cose che più amano. Allora, come nel caso di tuo nonno (ma anche ad esempio come tristemente successo alla nonna del mio fidanzato), se sei una persona che ha sempre puntato sulla propria mente; che ha fatto del pensiero, del piacere di usare la propria testolina come mezzo di svago o per fare arte o per lavoro, un punto di forza, la vita ad un certo punto BAM ti prende proprio quello.
    Forse ha una sua logica tecnica, perché più una cosa la usi più si logora, ma per me non ha proprio un senso o una motivazione. Per me è solo molto triste o cattivo.

    E mi piacerebbe consolarti dicendoti che forse tuo nonno proprio perché consapevole di quello che sta succedendo, piuttosto che soffrire si possa "accontentare" di pensare che per tutta la vita ha fatto quello che amava ed ora lo può riporre come un bel, grande ricordo, ma penso che questo farebbe acqua da tutte le parti e sono io la prima a non poterci credere.
    Allora beh, non ci sono molte cose da dire ed io poi non sono davvero brava in questo genere di situazioni per cui ti mando semplicemente un grande abbraccio e ne mando uno a lui che, perlomeno, ha tutti voi accanto che gli vorrete bene sempre e potrete ricordargli ogni giorno che nonostante tutto non sarà mai solo e potrà scegliere di lottare ancora un po'.

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    1. Un contrappasso preventivo, dici?
      Così da evitarlo in seguito o per prepararsi al seguito?
      Difficile scoprirlo ma oggetto di interessante discussione.

      Un lato di me si sta distaccando sempre più, per cercare un lido dove non soffrire la perdita che sarà, ma nessuna spiaggia sarà abbastanza lontana, si sa.

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    2. No, invece non dovresti staccartene perché vivendolo più a fondo, a mio avviso, sarà paradossalmente più facile poi.

      Non lo so se voglio parlare proprio di contrappasso. Ma nel caso, direi per prepararsi al seguito, piuttosto che per evitare nulla.

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  10. Leggo queste parole, o meglio sembra che tu abbia letto nella mia mente. Purtroppo anche io ho vissuto una situazione analoga, in prima persona. Quello che per me è stato un nonno, è stato rapito, da una strana luce negli occhi. Poi la luce si è spenta, lo sguardo perso, non mi riconosceva nemmeno più....
    mi spiace per la tua situazione. So quanto male fa.
    Permettimi di mandarti un abbraccio

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    1. L'empatia è il miglior abbraccio.
      Per quella, non serve leggere nella mente.

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  11. Ciao,
    arrivo a questo tuo post tramite Paola, e mi permetto pur se non ci siamo mai "incrociati" prima di dirti due parole perchè, come lei stessa ha evidenziato, la situazione che stai vivendo tu adesso io l'ho già vissuta/vivo da diversi anni, quindi magari può essere positivo darti una chiave di lettura basata su qualcosa di altrettanto concreto come quello che vivi tu con tuo nonno.
    Veder spegnere chi ami è, credo, la sensazione peggiore che ci sia, perchè è davvero un modo "infame" che la vita sceglie per accanirsi su chi già a causa dell'età ha i suoi problemi, un vero contrappasso per contrapposizione dolorosissimo. E beh, non posso non notare come, al pari di tuo nonno, anche mia nonna era una persona vitale, intelligente, una persona acculturata amante dello studio (era insegnante), della lettura, della scrittura, e dedita a tantissime attività anche di aiuto al prossimo. Ecco, questo francamente un pò mi fa pensare, perchè sembra quasi che chi usa così tanto la mente, a un certo punto... si ritrovi in questa condizione. Non so se è un caso ma io francamente non credo, ho un altra nonna che è quasi centenaria per esempio, lei non ha mai lavorato ed ha un fatto quindi un percorso di vita tutto diverso, meno "cerebrale" senza offesa (anche perchè voglio anche a lei molto bene), beh, si ricorda ancora oggi di Trapattoni allenatore negli anni '80/'90... e questo mi fa davvero paura.
    Ora, non so se mi sto troppo dilungando, e soprattutto se non stia divagando, in ogni caso quello che vorrei dirti è di NON ALLONTANARTI da tuo nonno: per quanto possa farti soffrire vederlo così, te lo dico brutalmente ma cerca di capire il senso, allontanandoti, più avanti nel tempo, ti sentirai in colpa. Perchè penserai a tutto quello che avresti voluto dirgli quando ancora avrebbe potuto capirti, sentirti... ed è una sensazione terribile.
    Stagli vicino, ricordagli di quei momenti che hai raccontato qui a noi, dei libri, delle emozioni vissute assieme, fidati di me... farà bene a lui e a te. Per quanto possa essere difficile vedere questo "declino", tu rendigli il grande amore che lui ha dato a te, lo sentirà e gli farà solo bene, nel cuore e, quindi, nello spirito, che se resta "attivo", se non si sente abbandonato, può fare ancora la differenza in questo momento per lui... te lo dice uno per il quale, ormai, adesso è tristemente troppo tardi per qualsiasi cosa.

    Un caro saluto, a te e a tuo nonno.

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    1. Capisco cosa intendi.
      Ti ringrazio per il tuo commento. Mi ha fatto riflettere sotto certi aspetti

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