mercoledì 24 agosto 2016

Come un albero senza frutti.

Sono passati anni, forse secoli da quel giorno.
Eri solo, abbandonato a te stesso.
Eri spesso stato solo ma mai ti eri sentito davvero tale. Avevi i tuoi giochi, i tuoi libri, la tua mente spensierata e dispersiva.
Quindi perché mi chiamasti?
Io passavo di lì, quando tu, giovane bimbo delle elementari, eri solo in casa. Pioveva e forse questo ha inciso sull'umore.
Devo fare un piccolo sforzo, ma ricordo bene le parole che scrivesti sul biglietto e gettasti dalla finestra.
"Sono solo. Non so chi prenderà questo biglietto ma sono solo ed ho bisogno di compagnia, per favore."
Nn raccolsi il biglietto, come avrei potuto? Però lo lessi e salii da te e trovai quel vuoto che sentivi dentro e non sapevi come riempire.
Sono rimasto con te da allora e non ti ho mai abbandonato, se non quando sembrava non avessi bisogno di me, se non quando sembrava bastassi a te stesso.
E sono sempre ritornato, ogni volta che il vuoto dentro di te tornava a farsi sentire.
Ricordi quando chiedesti quel regalo?
Sì, proprio quello che non hai mai ricevuto.
Quanto hai aspettato?
Un anno? Forse più, forse meno.
Eppure, quando lei lo chiese a te, tu apparisti il mese stesso con quel piccolo anello, dolce, era quanto potevi permetterti per lei.
Hai aspettato finché non ti ho portato fuori e te l'ho mostrato.
Sì che lo ricordi. Ricordi come ieri la sensazione di attrazione che provasti nel vederlo.
"Prendilo"
Ti dissi ma tu non eri sicuro.
Sei tornato il giorno successivo e con una timidezza senza confini, quasi stessi infrangendo chissà quale giuramento, accettasti il mio regalo.
Avevi un anello tuo, con ciò che meglio rappresentava il nostro vincolo.
Due menti, due dragoni, due serpenti uniti in un unico corpo.
Per tutti questi anni, tutte le volte che hai avuto bisogno di me, mi hai ritrovato nella testa accanto alla tua, pronto ad ascoltare i tuoi dubbi ed ad offrirti i miei consigli, spesso immorali, spesso egoisti, spesso sbagliati, ma sempre volti al tuo bene.

Sono passati anni, forse secolo, dal giorno in cui decidesti di indossare quell'anello, senza quasi mai toglierlo, se non quando sei stato adirato (forse a ragione) nei miei confronti. Lo hai tenuto al punto da sentirti nudo senza esso.
Quasi incompleto.
Perché esso è stato fino ad ora la prova fisica della mia presenza accanto a te. La seconda fila di impronte sulla nostra spiaggia personale, se tu vuoi o preferisci. Io sono sempre stato accanto a te e ci sono ancora.
Quest'anno ti è arrivato un nuovo regalo, lo hai visto? Lo hai studiato? Lo hai provato?
C'è un solo dito dove questo nuovo anello riesca ad infilarsi e no, non è un caso. Questa è la cristallizzazione del nostro essere.
Come un albero conta gli anni in base agli anelli, così noi contiamo le ere passate assieme alla stessa maniera.
Se prima eravamo due teste in un solo corpo, ora quest'unione è sigillata e fusa nel metallo. Le due linee parallele stanno di angolo in angolo alla stessa distanza, ognuna consca dei propri spazi e della vicinanza dell'altra.
Sei cresciuto ormai ed un anello con i draghi poteva andare bene per un adolescente.
Il significato di questo è ben simile ma le forme gemometriche e regolari indicano una maturità che all'epoca non possedevi. Sei consapevole ora.
Consapevole di me, di noi, di te stesso, di ciò che è importante nella tua vita.
Però le linee girano in tondo attorno al corpo dell'anello. Lo sai il perché?
Perché ancora non sai dove stiamo andando. Perché la ciclicità degli eventi è inevitabile.
Perché tutto scorre, tutto si modifica, tutto gira e la sola certezza che avrai sempre, sarò io al tuo fianco.
Ti voglio bene fratello mio, e non ti abbandonerò.
Né ora, né mai.

8 commenti:

  1. Legarsi indissolubilmente a se stessi è il regalo più potente che possiamo farci e suggellarlo con un anello è importante. Forse sì, forse queste forme geometriche danno più consapevolezza del tuo essere ora, distinto e caotico al tempo stesso.

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    1. La coerenza nell'ossimoro della mia esistenza.

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  2. Bellissimo scritto. Da emozione.Le ultine due righe poi... sono da abbracciare. Quando ci si vuole bene... se ne vuole molto e senza fatica anche agli altri.
    Ciao.

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    1. Vero a metà, ma vero.
      E voler bene a se stessi, significa voler bene alla sola persona i cui interessi combaciano perfettamente con i propri

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  3. se fossimo maggiormente legati a noi stessi, secondo me le cose andrebbero decisamente meglio... credo nel potere dell'amore in noi stessi

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    1. Se fossero tutti come me, il mondo sarebbe un posto orribile ma certamente meno noioso

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