martedì 22 marzo 2016
Domande
E' come se fosse tutto già scritto.
Avete visto "Amadeus"? Il film su Mozart, dai. Certamente lo avete visto.
Quando gli chiedono perché non abbia ancora termianto la sua sinfonia, lui gli risponde che gli spartiti sono già stati scritti. Alla domanda "dove sono?" lui risponde sorridendo indicando il proprio capo "Proprio qui dentro"...
Ma voglio che sia scritto e prenda vita e possa esser condiviso con chiunque avrà la voglia di leggerlo.
Lo giuro che lo vorrei, con tutto me stesso.
Oh, se lo vorrei.
giovedì 17 marzo 2016
Siamo sempre qui, alla fine.
Come potrebbe darmene?
In realtà pensavo già lo facessi, di tanto in tanto ma forse sbagliavo.
Questa stanza è sempre aperta ed aperta a chiunque voglia passarvi. In fondo, se proprio ci fosse qualcosa che non volessi voi leggeste, eviterei di scriverla o la scriverei altrove, dove nessuno sappia ricondurre determinate affermazioni alla mia persona.
Ma non ho motivo di cercare un luogo simile, dal momento che ho già questa stanza...questo ripostiglio, ormai, sprofondato nel caos e nell'anarchia, senza la mia presenza a raddrizzare le linee temporali di questo buco al di fuori dalle regolari concezioni.
Che dire ancora?
In fondo questo è come un grande condominio in cui di tanto in tanto ognuno di noi va a prendere un te coi biscotti nel salotto degli altri e si lascia raccontare le storie che l'altro abbia in serbo e perché mai dovrei voler fare il vecchio brontolone che tiene chiusa la sua porta?
E poi al tuo te coi biscotti mi sono pur intrufolato, no?
Forse non invitato, forse non gradito ma i biscotti erano così buoni che non ho saputo resistere.
E la sai una cosa?
Sono felice.
Felice di esser passato a rubare un biscotto, perché ciò che ho letto mi ha donato una felicità ed una serenità quasi innaturali e quasi totalmente altruiste.
Ci hai raccontato una storia ed io l'ho ascoltata con attenzione e...e devo davvero aggiungere altro?
Forse sì, forse devo, per amor di chiarezza.
Son lieto e felice di ciò che di buono bussa alla tua porta e non vorrei mai che fosse diversamente.
Ora devo andare.
Bussano alla porta.
martedì 15 marzo 2016
Un passo alla volta.
Inutile girare attorno alla questione. Questo spazio e voi tutti mi mancate.
Mi sento come se non potessi scrivere o come se non avessi nulla di cui scrivere ma la volontà di tornare con stabilità in questi spazi c'è, ve lo assicuro.
Per oggi così.
Una piccola cosa.
Una piccola cosa per volta...
venerdì 11 marzo 2016
Toh, uno spazio fra una riga e l'altra.
Né so più cosa ci faccio qui o cosa ci facciate voi.
Ci son ricapitato così, per caso, quasi per sbaglio, come un click troppo in basso o troppo in alto nell'elenco dei preferiti.
Ieri ho passato la serata a chiedermi se io sia pazzo.
Pazzo nel senso esaurito del termine.
Esaurito come?
Non saprei.
Credo, nel profondo, che il cervello umano sia come un complessissimo computer fatto di circuiti organici. Il fatto che le comunicazioni avvengano tramite stimoli elettrici lo dimostra, così come lo dimostra la presenza di un campo elettromagnetico attorno ad ogni essere vivente.
Ora, detto questo.
Se io provoco uno stimolo elettrico, ottengo una data reazione.
Se io ne provoco un numero alto, ottengo un alto numero di reazioni.
Ora.
Pensate di aprire 200 pagine di youtube contemporaneamente e di cercare di ascoltare ciò che ne esca.
In primis, la presenza di un solo paio di casse impedirà di separare i suoni ma cosa importante la macchina cercherà di elaborare i differenti suoni nello stesso istante, separatamente, sebbene partano in simultanea.
La bocca sono le casse.
Il cervello è la macchina che elabora i dati.
Ecco, io credo di aver troppi dati da elaborare in questa piccola testa e di non riuscire ad esporli in una sola volta, avendo un solo apparato vocale.
Ma il cervello è più complesso di così, lo sappiamo.
Sento emozioni, pensieri, previsioni, programmi, percezioni del mondo esterno.
Li sento, li accantono, li organizzo.
E poi c'è lei.
Quella piccola insignificante voce che continua a sussurrare alla mia mente frasi in loop e mi lascia a riflettere su quanto potrebbe essere confortevole e "normale" starsene in un angolo, piegati sulle ginocchia, stretti nell'abbraccio di una camicia di forza a sussurrare continuamente "nonsonopazzononsonopazzononsonopazzononsonopazzo"
"VatuttobeneVatuttobeneVatuttobeneVatuttobeneVatuttobeneVatuttobeneVatuttobeneVatuttobeneVatuttobene"
"Chièlà?Chièqua?Chisiete?"
La sento, ogni istante e si rafforza quando io mi sento più debole e stanco.
Quando mi abbandonerei al suo cullare.
Poi si attiva l'altra partizione del cervello, quella col sistema operativo più rigido e meno malleabile che mi ripete quanto sarebbe sconveniente. Io non sono così. Quella è solo una mia fantasia. Una fuga dalla vita reale e razionale. Io sono più forte. Io non posso crollare.
E lo sapete? Alla fine credo sia vero.
La mia parte razionale è forte, come la grappa fatta in casa. Inattaccabile, perché è il sistema di difesa che la mia stessa mente ha creato per evitare di collassare.
E dunque perché mi attrae così tanto quell'angolo della stanza?
Se quella figura piegata non sono io, perché la mia mente anela a perdere questa stabile razionalità, per abbandonarsi alle morbide mura di una cella imbottita?
Sembra che le mie giornate si riducano ad una lotta con me stesso per impedirmi di impazzire. Per impedirmi di perdere la mia razionale consaevolezza del mondo che mi circonda.
E tutto questo? Cos'è?
Solo uno spazio fra un pensiero e l'altro, mentre scorrevo qualche pagina di blog, giusto per notare che più le cose cambiano e più rimangono le stesse.
domenica 6 marzo 2016
Faccio ammenda.
La vita mi scorre fra le dita come sabbia al vento ed il tempo che posso dedicare a me stesso è poco, se non nullo.
Di ciò mi scuso, perché mi porta a trascurare molti aspetti della mia vita che precedentemente erano prioritari, come sentire voi tutti e tutte. Ho dovuto accantonare queste mura bianche e nere, purtroppo, per dedicarmi a quella che gli stolti sostengono essere la realtà.
Ma non sono morto.
Non sono scomparso.
E soprattutto, non vi ho dimenticati.
Ne sono certo e ve lo dico.
Io tornerò.
venerdì 31 luglio 2015
Part 1.1 - About the cat.
Primordiale post da cell.
Ne approfitto per fare una breve descrizione del mio gatto, anche perché sembra qualcuno sia ancora convinta/o si tratti davvero di un gatto...
Altezza: 1.51
Provenienza: ha percorso l'asse Palermo-Rimini-Trieste.
Categoria: cosplayer (e ciò nonostante, il mio armadio è più fornito del suo).
Occupazione: dorme sulla poltrona (non è vero, lavora in un chiosco per ora).
Umorale, parzialmente folle, videogiocatrice.
Se prendesse sole potrebbe vendere braccialetti in spiaggia ma evitando ciò, è più pallida di me...
L'altro ieri abbiamo festeggiato il secondo mese insieme...e tutto va bene.
Qualcuno avrebbe detto "mogli e buoi dei paesi tuoi" ma non ho ascoltato questo consiglio un anno fa e non me ne sono pentito: di certo non lo ascolterò oggi...
domenica 5 luglio 2015
Part 1 - The Cat
Patti chiari, amicizia lunga, dico sempre io e fra noi i patti erano chiarissimi e le intenzioni lo erano anche di più.
Doveva essere un'ospitalità temporanea nell'attesa che trovasse un alloggio proprio ed adatto a sé.
Certo sapevamo ci sarebbe voluto del tempo (si pronosticava che avrebbe cominciato a cercare una casa dove trasferirsi alla fine dell'estate, per darle il tempo di metter via un paiodi stipendi per le prime mensilità).
Ovviamente così non è stato, perché le cose attorno a me si muovono secondo un'orbita stravagante.
Seguendo i miei ritmi ed il modus operandi totalmente casuale degli avvenimenti attorno a me, un'amica mi aveva paragonato a Plutone (inteso come il pianeta) per la sua orbita bizzarra ed apparentemente "ad mentula canis", se paragonata a quella degli altri pianeti.
Cosa sarà mai successo?
Che tempo un mese e mezzo, la gatta ha trovato la casa dove vivere. O, per meglio dire, ha trovato un moroso con la casa propria in cui convivere.
Quando l'ho raccontato, la domanda spontanea è stata "Ma quindi si trasferisce?"
La risposta è sempre la stessa: "no."
Forse potevamo prevederlo, forse no, non lo so.
Però a convivere con una persona finisci con il non sopportarla o con il volerle bene. Poi dipende quanto inizi a volerle bene.
Se prima era il mio gatto, ora lo è doppiamente. Dal vivere con me siamo passati al "vivere assieme", o comunque di provare a farlo, perché in fin dei conti, anche se non lo sapevamo davvero (o fingevamo di non accorgercene) nelle ultime settimane era come se stessimo assieme senza star assieme.
No: non pensate male.
Non mi riferivo a quello. Mi riferisco alle piccole cose.
Il caffé alla mattina, le brioches alla sera, un abbraccio quando uno dei due esce.
Piccole cose, tante piccole cose che forse avremmo potuto notare prima e non avremmo aspettato un tramondo di fine maggio in riva al mare per stare insieme.
Ho lasciato passare tanto tempo che ormai è passato poco più di un mese da quella sera bizzarra.
N- Penso dovresti essere un'idiota per iniziare una relazione con me.
K- Questa è un'affermazione o è una proposta?
N- Potrebbe essere entrambe le cose. Cosa risponderesti?
K- Che ti posso dire? Sono un'idiota...
